work life balance failure

Work Life Balance Failure

A Working Mom’s Viral Letter of Work Life Balance Failure

Io, mamma lavoratrice non ce l’ho fatta è una lettera sul fallimento del work life balance che ha ricevuto milioni di visualizzazioni. Milioni. Perchè tutti  la condividono?

Caro Beppe, Dopo giorni di lacrime e dubbi scrivo a te, rendendoti destinatario di un flusso di coscienza ma anche di una dichiarazione di fallimento. (…) Ho sempre sognato di fare la giornalista, fin da bambina (…) Son passati 20 anni (…) e la realtà è che non sono diventata giornalista. Mi sono iscritta a giurisprudenza perché, figlia di magistrato, ho seguito il consiglio paterno, quel genere di consigli che ti pesano come macigni ma che ti sembrano ineluttabili, perché non riesci a contraddire la persona che per te è l’essenza della ragionevolezza. Son finita a fare l’avvocato, neanche troppo brava, e provo anche a fare la madre, ruolo cercato e voluto con lacrime e sangue (ho perso in grembo ben due figli, ma ho due bimbe meravigliose). Ma proprio in questo sta il mio fallimento.

Ci ho provato, disperatamente, a conciliare le due cose. Ho chiesto orari ridotti che mi consentissero di portare le piccole al nido o alla scuola materna, mi sono avvalsa di tate, di aiuti di ogni genere, e per qualche tempo mi sono anche illusa di poter fare tutto. Ma la realtà è che è impossibile. Pur con tutti gli aiuti del mondo, ti ritrovi con il conto in banca prosciugato dagli stipendi alle tate e alle sostitute delle tate, dai folli costi dei nidi e delle attività extrascolastiche (che, pur senza esagerare, ti paiono irrinunciabili, come ad esempio un corso di nuoto, uno di inglese) e al contempo devi convivere con enormi sensi di colpa che ti tormentano. Non riesci a recuperarle da scuola tutti i giorni, non riesci a giocare con loro nel pomeriggio perché devi preparare una cena possibilmente sana e devi organizzare la giornata successiva, non sei abbastanza serena da assicurare loro un sorriso costante ed una parola indulgente, affannata come sei da tanti pensieri.

Ma i sensi di colpa non sono solo questi. Ti sembra di essere una lavoratrice meno solerte degli altri perché esci prima dallo studio rispetto ai colleghi uomini; ti sembra di non essere una brava moglie perché tuo marito ti chiede cosa hai fatto dalle 18 in poi e a te sembra troppo poco farfugliare «Le ho portate al parco giochi, le ho lavate perché erano sporchissime e ho preparato la cena con la piccola sempre attaccata alle gambe»; ti senti in colpa per non riuscire ad avere un rapporto umano o addirittura amorevole con una suocera criticona; ti senti in colpa a scaldarti il cuore con un bel piatto di pasta serale perché sei fuori forma e non hai neppure il tempo di farti una messa in piega; insomma, ti senti sempre e costantemente sotto pressione.

(…) Sono stanca, caro Beppe. 

Ti dico la verità, se è questo quello che volevano le donne quando lottavano per i loro diritti, beh, penso abbiano fallito. Sia loro nel prefiggersi uno scopo irrealizzabile, sia noi che siamo state incapaci di realizzarlo. Non è possibile dover lavorare come matte per guadagnarsi la minima credibilità professionale e allo stesso tempo fare i salti mortali per tenere la gestione di una famiglia. Certo, i mariti aiutano, ma il loro apporto è sempre marginale ed il carico fisico ed emotivo è nostro. Non abbiamo nessun aiuto dai Comuni, dallo Stato, nessuna comprensione (se non di facciata) dai colleghi uomini, nessun supporto neppure tra di noi. Anche tra mamme lavoratrici, millantiamo comprensione e condivisione, ma poi siamo sempre pronte a giudicarci vicendevolmente. Ho il nodo alla gola da giorni e non vedo soluzione, se non una nuova chiave di lettura di questa ormai esasperata condizione.

Spero tu possa trovare il tempo di rispondermi e di regalarmi il tuo (per me) prezioso punto di vista. (…)

Piace perché parla di work life balance:

Trovare l’equilibrio tra vita familiare e vita lavorativa per i genitori che lavorano è importantissimo ma resta quasi un enigma.

Piace perché è un fallimento totale

Una laurea (non) scelta per obbligo, orari di lavoro rigidi, marito insensibile. Ci sono anche la suocera st.. (intendevo stereotipata, che avete pensato??!!) e l’amica serpe. Ed è facile ritrovarsi in almeno uno dei fallimenti. Ed è proprio per questo che nasce questo blog, vorrei riuscire ad aiutarvi a superare gli ostacoli. L’unico traguardo raggiunto, che è comunque il più importante, è essere diventata madre. Raggiunto perché voleva a tutti i costi farcela. “Cercato con lacrime e sangue“.

Piace perché qui per ogni fallimento la colpa è degli altri.

Questo piace tantissimo. Ma non piace a me, perché accusare gli altri fa sentire bene, ma non serve a molto per farcela.

Questo blog ha l’intento di aiutare tutte noi a farcela. Anche io sono arrivata a trovare il mio work life balance dopo aver collezionato, “con lacrime e sangue”,  più fallimenti che francobolli. So cosa vuol dire, pensare di non farcela. Sprofondare nel buio convinte di non trovare la via.

La giornalista Boriosi  risponde cara mamma lavoratrice, hai fallito tu e non la società. Si riassume con “se gli altri ti spremono, è perchè ti comporti come un limone”.

Non sono d’accordo.

Il fallimento del tentativo di riuscire a lavorare con professionalità ed essere madre è colpa di tutti. Della società e di se stessi.

Per trovare il work-life balance non è sufficiente far leva su se stessi. Ma è necessario volere a tutti i costi farcela a bilanciare il ruolo di madre col ruolo di professionista. In questo post scoprirai come essere madre ti rende addirittura una professionista migliore.

Servono anche apertura da parte dell’azienda in cui si lavora e supporto dal marito.

Il work life balance, l’equilibrio perfetto, è diverso per ciascuno di noi. Ed esiste.

In questo post vi spiego quello che potete fare e che dipende solo da voi, per trovare il vostro equilibrio. Presto vi racconterò passo per passo tutti gli altri aspetti, e lo racconterò partendo proprio da questa lettera. Che a me piace perchè è perfetta per questo scopo.


“I am a working mom and I couldn’t make it” is a letter from a mom that has failed to reach a work life balance. This letter has become viral. Why is everyone sharing it?

Dear Beppe,

I am writing to you after crying a thousand tears, full of doubts. I am sending to you my stream of consciousness but also my declaration of work life balance failure (…) I’ve always dreamed of becoming a journalist since I was a child …20 years have passed… and the truth is that I’ve not become a journalist. I have studied law because, being a magistrate’s daughter, I have followed my father’s advice, that kind of advices that weight a million pounds, but seem inescapable because you are not able to contradict the person who is the essence of reasonableness for you. I ended up doing the lawyer, not too clever, and I’m also trying to be a mom: a role that I have wanted with tears and blood (I’ve had two unborn children but I have two wonderful girls). And this is indeed where my work life balance failure is.

I’ve desperately tried to find a work life balance. I have asked for part time to be able to pick up my daughters from the nursery or the school, I’ve had nannies and any kind of help and for some time I’ve also had the impression I could do it. But the truth is that it is impossible. You find yourself with the bank account drained by the salaries of the nannies and their substitutes, by the crazy cost of kindergartens and extracurricular activities (which, without exaggerating, seem to be necessary, such as a swimming course) and at the same time, you always feel guilty. You can’t pick them up from school every day, you can’t play with them in the afternoon because you have to prepare an healthy dinner and you have to arrange the following day, you are not relaxed enough to give them a continuous smile and a good word, overwhelmed by all your thoughts.

And you feel even more guilty. You seem a less clever professional cause you are the first to leave the office. You feel you are not a good wife because when your husband asks what you have done from 18p.m you just say “I brought them to the playground, washed them because they were dirty and I prepared dinner ” and it seems too little. You feel guilty cause you can’t have a good relationship with your tactless mother in law. You feel guilty when you eat carbs cause you’ve put on weight and you do not even have time to brush up.  Summing up, you always feel constantly under pressure.

(…)  I’m tired, dear Beppe.

I’ll tell you the truth, if that’s what women wanted when they fought for their rights, well, I think they have failed. Whether because they were pursuing an impossible target, or because we have been not able to achieve it. You can’t work so hard to be recognized as a professional, and at the same time work so hard for your family. Of course, husbands help, but their contribution is always marginal and we have a physical and emotional load. We do not have any help from the government, no understanding from our colleagues, no support between us. Even among working moms, we pretend we understand each other, but then we are always judging each other. I see no solution (…)

I hope you can find the time to answer and give me your (for me) precious point of view. (…)

So many likes because this letter is about work life balance:

Finding the work life balance for working parents is essential but it is almost an enigma. Many are too soon to accept their work life balance failure. 

So many likes because it is a complete failure

An only choice masters’ degree, rigid working hours, insensitive husband. There are also sneaky mothers-in-law and friends. And it’s easy to find yourself in at least one of these situations.  The only achievement is becoming a mom. Achieved because she wanted at all costs to become mother. “Wanted with tears and blood.”  

So many likes because for each and all aspects of work life balance failure it’s the society’s fault .

This has tons of likes. But I don’t like it: Thinking that it’s not our fault helps to feel better, but doesn’t help to overcome difficulties and people struggling with work life balance failure.

This is the reason why I have created this blog, I would like to help working moms overcome difficulties or experienced difficult work life balance failure.

I am here to help working moms overcome difficulties. I found my work life balance after collecting, “with tears and blood”, more work life balance failure than stamps. So I know what it means, feeling desperate when it seems you can’t make it after a difficult work life balance failure. There are answers to those struggling with work life balance!

Boriosi, the journalist, replies: dear working mom, it’s your fault, not the society’s. It can be summed up: “if others squeeze you, it’s because you behave like a lemon”.

I do not agree.

Work life balance failure is everybody’s fault. Society and yourself. Leveraging on yourself is not enough to be able to balance the role of mom with the role of a professionist. But it is necessary.  And you will find out being a mom, makes you a better professional. But you also need support from your company, from your husband and from the authorities. Always remember that struggling with work life balance is how we all learn to prioritize during development on what really matters and what we can ultimately  control. 

The work life balance, the perfect balance, is different for each of us. And it exists.

In this post I’ll tell you what you can do to find yours. And these steps only depend on you and how you’re struggling with work life balance.

2 COMMENTS

  1. Cara mamma purtroppo qui è colpa degli altri: della società. E non è la solita frase fatta. Esiste un momento in cui sei davvero sola:bambino con febbre, e perché no, due giorni dopo si ammala anche l’altro, al lavoro hai orari impensabili e continuano a farti viaggiare e più tu tentenni più loro ti mettono alla prova, la baby sitter ti abbandona, ne trovi altre ma a €10 l’ora. Improponibile! Provi a chiedere un part-time, ma in quest’ Italia è quasi peccaminoso! E poi c’è un’altra questione ma siamo proprio sicure di voler fare questa vita?correre correre correre, ovviamente tutto nella perfezione!perdiamo ogni giorno di più la necessità di educare i nostri figli. Daremo a tutti la finzione di essere benestanti con vestiti firmati e telefonino di ultimo modello ma dai genitori tristi. E intanto sogniamo l’Europa del nord: l’Olanda dove è normale il part-time, la Svezia che è il paese migliore per mettere al mondo un figlio e la Francia dove si hanno le sovvenzioni per le babysitter e dei buoni bonus figli. Ma in questo paese maschilista stiamo a guardarci negli occhi e a organizzare flash-mob effimeri in onore dell’ allattamento al seno. Purtroppo la colpa è degli altri! E si anche un po’ nostra perché non vogliamo cambiare questo paese. Ma cara mamma tu non sei un fallimento ma un esempio di coraggio. P.s. Il mio bambino più grande ha un sacco di tosse ma domani a malincuore lo porterò a scuola, perché mi hanno fatto pesare le assenze dovute a malattia bambini.

    • Cara Lovemamma, ti ringrazio per il prezioso commento. Sono d’accordo, senza l’aiuto della società non si riesce a farcela. E’ per questo che ho aperto questo blog, per dare il mio piccolo contributo a far cambiare la società. Società intesa come tutti, non solo i”capi”, ma anche i mariti, i governi, anche noi donne. Che a volte addirittura pensiamo di “meritarci” di essere messe in disparte perchè abbiamo i figli. Invece, ho scritto il post “L’errore più grande in un colloquio di lavoro” per far capire non solo alle mamme, ma anche ai datori di lavoro, che noi mamme lavoratrici siamo una risorsa forse addirittura migliore. Se tutti lo leggessero e lo facessero proprio, sarebbe chiaro a tutti il valore delle mamme lavoratrici.
      Nel tuo commento hai toccato tanti punti di attenzione, prometto che dedicherò un post ad ognuno, anche alla questione allattamento, cercando di esservi utile, perchè vivo sulla mia pella quello di cui scrivo. Io ho tre figli, di cui due gemelle di 11 mesi, un lavoro a tempo indeterminato, e ce la sto facendo a trovare l’equilibrio. Anzi, in azienda vengo valorizzata proprio perchè ho consapevolezza del mio valore (metto in pratica quanto nel post di cui sopra). Ti sorprenderò se ti dico che ho appena ricevuto una promozione mentre sono ancora in orario di allattamento (4 ore di allattamento finchè le gemelle compiranno un anno). Seguo i 7 passi fondamentali (altro post): pianifico il mio lavoro, lo svolgo con passione, approfondisco continuamente le mie competenze (gli altri 4 non li svelo…). Apporto valore all’azienda col mio comportamento, e godo dei miei diritti senza sentirmi in colpa. Quindi, se domani tuo figlio sta male, mi sentirei di consigliarti di lasciarlo a casa, oggi che non c’è la tata purtroppo dovrai prenderti un giorno di ferie per stare con lui, non ti sentire in colpa a chiederle, le ferie sono un tuo diritto. Sei un esempio di coraggio, è vero, se qualcuno ti fa pesare il fatto che domani prendi ferie, con coraggio gli dirai che ami il tuo lavoro, e ami anche la tua famiglia. La tua famiglia viene prima, ma non è in contrapposizione. E augurerai a questa persona che valga altrettanto anche per lui.

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