INCI
Photo credit: sunshinecity via Foter.com / CC BY

Cosa è l’INCI? A cosa serve? Quali sono i prodotti con un “buon” INCI? Perché anche con creme con un “buon” INCI possono venire eritemi o allergie? Perché è così difficile trovarli? Cercherò di rispondere a tutte queste domande.

COSA E’ L’INCI? Anche se se ne sente parlare molto solo recentemente, pochi sanno che l’ INCI è obbligatorio già da ormai 20 anni. L’INCI, Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti nei Cosmetici, è lo standard col quale devono essere denominati gli ingredienti nell’etichetta dei cosmetici, in ordine decrescente di concentrazione.

L’INCI è in latino per i nomi botanici o per gli ingredienti presenti nella farmacopea, è una sigla alfanumerica del tipo CIxxxx per i coloranti, ed è in inglese per i restanti ingredienti, compresi i coloranti per capelli. Pertanto, facendo attenzione a queste distinzioni, ci si può fare un’ idea del tipo di ingrediente.

A COSA SERVE L’INCI? La funzione dell’ INCI è soltanto quella di impedire ad un produttore di “nascondere” un ingrediente sotto un nome di fantasia. Per esempio, l’acqua è AQUA e non “fluido purissimo di sorgente d’alta quota”. L’ INCI di per sé non dice nulla sulla bontà o meno degli ingredienti. Per poter fare questa valutazione, bisogna conoscere uno per uno gli ingredienti (circa 5000!!) e il loro effetto sull’uomo e sull’ambiente.

E ALLORA, COME SI PUO’ DISTINGUERE TRA INCI BUONO E INCI CATTIVO? Il principale riferimento online per chi volesse fare scelte fai-da-te è il biodizionario.

Scritto da un “chimico industriale, consulente Ecolabel, (…) ex insegnante con scarse fortune poi orientato verso l’industria dei detergenti e dei cosmetici sostenendo l’utilizzo di molecole naturali(…)”. Nel biodizionario sono elencati quasi tutti i composti col loro INCI, e ad essi è associato un semaforo: luce verde per quelli vai che vai bene, arancione se ci potrebbero essere problemi, rossa per quelli inaccettabili. Il sito ci allerta: i colori vengono dati secondo il personalissimo punto di vista dell’autore, che può anche cambiare nel tempo. Soprattutto, non è associata al colore del semaforo una spiegazione: un prodotto è rosso perché il suo processo produttivo inquina l’ambiente o perché fa male all’uomo? Quali studi dimostrano la sua pericolosità? Ci sono prodotti che inquinano ma sono migliori per l’uomo dei loro alternativi non inquinanti? A queste domande non viene data risposta.

Capita quindi che per alcuni composti, per esempio le paraffine (le trovate sotto gli INCI: mineral oil, paraffinum liquidum, petrolatum, vaselina, cera microcristallina, paraffina), la luce del biodizionario sia rossa ma altre fonti le considerino buone.

Per esempio, su wikipedia (che riporta comunque l’avvertimento di non volersi sostituire al parere del medico) “l’olio minerale viene utilizzato nel trattamento di malattie cutanee, come la dermatite atopica, perché non è irritante per la pelle, è un emolliente efficace ed è uno degli ingredienti cosmetici più sicuri che si conoscano, essendo utilizzato da più di 100 anni. (…)viene sottoposto a un processo di purificazione completo che riduce al minimo il rischio di allergia o sensibilizzazione cutanea. È inoltre privo di composti aromatici policiclici tossici e di metalli pesanti, nonché di microrganismi(…)non occlude i pori, è più stabile rispetto alla maggior parte degli oli vegetali, riduce la probabilità di intolleranze cutanee.(…) È praticamente impossibile ottenere un ingrediente simile con caratteristiche superiori.(…) “.

Chimicamente si tratta di miscele di alcani a catena lunga. Ovvero composti da soli atomi di carbonio e idrogeno.  Non ci sono composti aromatici (benzene e dintorni).

Carbonio e idrogeno, ovvero idrocarburi. Ovvero si ottengono dal petrolio. E qui, c’è chi inorridisce: mica vorremo cospargerci con questa cosaccia derivata dal petrolio, giusto? E allora perché il medico ci ha prescritto proprio quella crema, vi chiederete, pure arrabbiate.  Infatti il petrolio non si spalma, contiene solfuri, composti azotati, aromatici, alcheni, metalli… Tra il petrolio e la paraffina che sta nella crema c’è di mezzo un processo che si chiama raffinamento.

Così capita che il biodizionario la dia per inaccettabile, mentre wikipedia scriva “é praticamente impossibile ottenere un ingrediente simile con caratteristiche superiori”

QUINDI COME SCEGLIERE? Esiste un marchio, ICEA, che garantisce che il prodotto sia ecologico e biologico. Non è però vero che solo i prodotti biologici sono buoni, e inoltre il marchio ICEA non è obbligatorio, pertanto prodotti validissimi possono non averlo.

Il mio suggerimento, visto che non ho una laurea specifica che mi consenta di valutare i 5000 ingredienti cosmetici, è quello di chiedere sempre consiglio al medico o al farmacista di fiducia. O a tutti e due, così confronto le opinioni. Magari mi appunto i dubbi su certi componenti, e quando il medico mi consiglia una crema, ne parlo con lui.

Per chi comunque si volesse affidare al semaforo, ho preparato una lista di prodotti che, secondo il semaforo, hanno un buon INCI, e li potete comprare su Amazon cliccando sui link che ho preparato per voi:

Qui sotto invece i prodotti che il mio medico mi ha consigliato, e coi quali mi sono trovata benissimo:

  • Crema idratante anti invecchiamento (attenua le rughe): Rebioger crema. E’ senza coloranti, paraffine, OGM e nickel safe e per me funziona.
  • Crema lenitiva: “Nutratopic ® Rx Crema pelle atopica – Contro prurito, secchezza ed irritazione”. L’ha consigliata il dermatologo per mio figlio a circa 4 anni, quando ha iniziato a soffrire di dermatite. La usiamo anche io e mio marito quando, in momenti di stress, la nostra pelle inizia a soffrire. Consente di alleviare i sintomi associati alla pelle atopica: prurito, secchezza ed irritazione. Con sostanze attive antipruriginose, calmanti e rigeneratrice della funzione barriera. Nutratopic® Rx Crema è formulata per minimizzare i rischi di intolleranza cutanea in soggetti atopici. Efficacia e tollerabilità clinicamente dimostrate.
  • Detergente: Cetaphil detergente. C’è sia la versione per pelli secche che per pelli miste e grasse. Io lo uso sia per struccarmi, che per le mani e per il bagnetto. Costa abbastanza per essere un detergente, ma mi trovo talmente bene che la considero una spesa valida.
  • Dentifricio: non lo uso, il mio dentista dice che serve solo per profumare l’alito, e che anzi usando il dentifricio si rischia di non accorgersi quando pulizia non è stata ben effettuata perchè lascia comunque la sensazione di denti puliti.

E voi, avete provato qualcosa tra i prodotti qui elencati? Come vi siete trovate? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto!

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